BigG e il Material Design: continua la diffusione del linguaggio sviluppato da Google

Il Material Design è un linguaggio di design sviluppato, già nel 2014, da Google per uniformare l’esperienza estetica di tutti i suoi prodotti, da Gmail fino al nuovissimo sistema operativo mobile Android Lollipop, ed è poi diventato una sorta di marchio di fabbrica di BigG.

Cos’è il material design?

Il Material Design è uno stile, un codice, un linguaggio di design. Nasce innanzitutto in contrapposizione e allo stesso tempo come sintesi tra il Flat Design o Metro Style di Microsoft e lo Scheumorfismo dei primi iPhone della Apple.

Il concetto sul quale si sviluppa questo linguaggio è la parola “material”, il materiale. Ecco cosa ha detto il Vicepresidente del design di Google:

Proprio come la carta, il nostro materiale digitale si può espandere o restringere riformandosi in modo intelligente. I materiali hanno superfici fisiche e bordi. Cose come ombre e cuciture forniscono il significato di quello che tocchi. - Matìas Duarte

Le caratteristiche principali del material design

Le superfici tattili (quantum paper)

Ogni elemento di un’interfaccia grafica diventa una superficie reale e tangibile, toccabile. Le superfici sono dallo spessore di 1 dpi (dot per inch, la misura minima nella grafica digitale). Gli elementi, così facendo, acquisiscono delle ombre realistiche perché sono strutturati in modo gerarchico uno sopra l’altro. Sostanzialmente la suddivisione in livelli delle superfici digitali migliora l’esperienza utente e fa focalizzare la sua attenzione sugli elementi importanti della pagina come appunto i pulsanti o i menu di navigazione. Il material design introduce la profondità e la tridimensionalità delle superfici delle interfacce. Ma lo fa rimanendo comunque nella semplicità delle linee e delle forme.

Le animazioni intelligenti

I designer e gli sviluppatori di Google hanno puntato sul fatto che le animazioni all’interno di un’interfaccia grafica debbano essere fortemente sensate e coerenti con l’esperienza dell’utente. Un’animazione deve essere una conseguenza di un gesto, e quindi di un’intenzione dell’utente. Molto importante è anche che l’animazione parta esattamente dal punto in cui l’input (il click o il tocco) è stato dato.

L’ adattabilità

Tutte le interfacce grafiche devono assolutamente essere responsive e cioè adattarsi in modo dinamico ed automatico ad ogni dispositivo da cui si accede a quell’interfaccia.

“Inchiostro” digitale

Sostanzialmente, tutto quello che viene applicato a superfici digitali, diventa una sorta di inchiostro digitale e prende quindi forma reale.

Sei incuriosito da questa nuova tendenza?

Puoi leggere maggiori informazioni sul Material Design sulle sue forme, la sua struttura e i suoi colori cliccando su questo link.